Così negli ultimi anni la giurisdizione si è fatta legge (caso Englaro), inchiesta parlamentare (il processo di Palermo sulla trattativa stato-mafia) e ora politica industriale del paese (Ilva di Taranto). (…) Occorre chiedersi se su questi punti – e su molti altri che si potrebbero evocare – sia accettabile, in una repubblica democratica, che l’ultima parola spetti a funzionari statali non eletti e non responsabili, quali dopo tutto sono i giudici italiani. Scomparso dalla scena l’equivoco berlusconiano, la questione va al cuore del senso della politica democratica, del ruolo dei partiti e dell’amministrazione.